E.I.P.L.I. E.I.P.L.I. Ente per lo sviluppo dell’Irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia segreteria@eipli.it

L’Ente Irrigazione

L’Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia (E.I.P.L.I.), persona giuridica di Diritto Pubblico, con sede a Bari, è stato istituito con Decreto del [...]

L’Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia (E.I.P.L.I.), persona giuridica di Diritto Pubblico, con sede a Bari, è stato istituito con Decreto del Capo Provvisorio dello Stato n. 281 del 18 marzo 1947 e s.m.i., successivamente confermato con D.P.R. n. 666 del 16 luglio 1977; a seguito del trasferimento alle Regioni delle materie “irrigazione e trasformazione fondiaria”, con il D.P.R. del 18 aprile 1979 sono state assegnate alle Regioni Puglia, Basilicata e Campania, beni e personale, mentre sono state ascritte all’Ente le seguenti funzioni residue:

  • Progettazione ed esecuzione delle opere idrauliche di seconda categoria relative ai bacini interregionali;
  • Esercizio e manutenzione delle opere di propria competenza;
  • Studi e ricerche connessi con le funzioni residue di cui ai precedenti punti.

Concluso il processo di costruzione delle grandi opere idrauliche, l’EIPLI assolve principalmente i compiti della gestione, esercizio e manutenzione delle stesse ed agisce quale fornitore all’ingrosso di acqua non trattata, per usi potabili agli acquedotti Pugliese, Lucano ed al Consorzio Jonio Cosentino in Calabria; per usi irrigui a nove consorzi di bonifica nelle regioni Basilicata, Campania e Puglia, e per usi industriali all’ILVA di Taranto e ad altri utenti minori.

Vengono, inoltre, sfruttati alcuni salti idraulici per la produzione di energia elettrica che viene immessa nella rete nazionale.

L’attività dell’Ente si esplica attraverso la gestione di otto dighe, di quattro traverse, delle sorgenti del Tara e di centinaia di chilometri di grandi reti di adduzione, con una capacita potenziale di accumulo, regolazione e di vettoriamento di circa un miliardo di metri cubi l’anno.

Allo stato attuale, in funzione del grado di completamento delle opere dell’intero sistema idrico gestito dall’Ente, le risorse utilizzate raggiungono mediamente valori inferiori a 600 milioni di metri cubi d’acqua all’anno.

Le infrastrutture idrauliche di cui sopra sono suddivise in tre grandi schemi idrici ed un quarto, molto più limitato.

Con Decreto Legge n. 201 del 06/12/2011, così come convertito in legge n. 214 del 22/12/2011, successivamente modificato ed integrato, l’Ente è soppresso e posto in liquidazione. L’art. 21, comma 10 e 11, del predetto D.L., dispone che fino all’adozione delle misure di trasferimento di che trattasi, la gestione liquidatoria dell’Ente mantiene i poteri necessari ad assicurare il regolare esercizio delle funzioni dell’Ente anche nei confronti dei terzi.

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