E.I.P.L.I. E.I.P.L.I. Ente per lo sviluppo dell’Irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia segreteria@eipli.it

Diga di Genzano

La diga di Genzano sulla F.lla di Genzano, affluente del fiume Bradano, è stata costruita tra il 1977 e il 1990; l’esercizio sperimentale, iniziato nel 2006, è ancora in corso.

Riconducibile alla tipologia in terra zonata con nucleo centrale di tenuta, ha una altezza (ai sensi della L.584/94), pari a 70,00 m.; l’altezza di massima ritenuta è pari a 58,30 m.. Lo sviluppo del coronamento è pari a 984 m.

La superficie del bacino imbrifero direttamente sotteso dallo sbarramento è pari a 36,20 kmq; il serbatoio è alimentato  mediante la traversa di Trivigno sul fiume Basento, il cui bacino imbrifero sotteso è pari 405 kmq., e gli adduttori Trivigno-Acerenza e Acerenza-Genzano.

La quota di massimo invaso è pari a 443,00 m. s. l. m., cui corrisponde una superficie dello specchio liquido di 2,68 kmq; la quota di massima regolazione è pari a 441,00 m.  s. l. m., cui corrisponde una superficie dello specchio liquido di 2,57 kmq; la quota di minima regolazione è pari a 397,00 m. s. l. m., cui corrisponde una superficie dello specchio liquido di 0,55 kmq.

Il volume totale d’invaso è pari a 57.590.000 mc; il volume utile di regolazione è pari a 52.950.000 mc.; il volume di laminazione è pari a 2.400.000 mc. L’utilizzazione del serbatoio prevede la regolazione annuale dei deflussi per uso irriguo.

Bacino imbrifero

Il  bacino imbrifero direttamente sotteso dallo sbarramento è caratterizzato dai prodotti del ciclo sedimentario della fossa Bradanica, costituiti essenzialmente, dai più antichi ai più recenti:

  • Argille azzurre o giallastre alterate;
  • Sabbie calcareo quarzose giallastre;
  • Conglomerati poligenici con ciottoli anche di rocce cristalline e con intercalazione di lenti sabbiose e argillose.

Per quanto riguarda le condizioni morfologiche del bacino nella parte montana, costituita esclusivamente dai conglomerati poligenici, le superfici limiti dei terreni sono su vaste aree assai poco mosse e a tratti pressoché orizzontali. I corsi d’acqua che li attraversano hanno pareti relativamente ripide e larghezze d’alveo assai ristrette. Valli secondarie più ampie e superfici più mosse ed irregolari si rilevano nella restante parte del bacino. L’altitudine massima del bacino è di 643 m s. l. m.

Descrizione delle sponde dell’invaso

La zona di sbarramento è caratterizzata dalla presenza della formazione delle argille grigio-azzurre plio-pleistoceniche costituenti la componente più fine dei depositi di colmamento dell’avanfossa Bradanica. Passando dal fondovalle ai settori più alti in quota dei versanti si osserva il passaggio graduale prima a litotipi argilloso-sabbiosi, quindi alle sabbie propriamente dette. Le configurazioni geomorfologiche dei versanti in corrispondenza della diga e nelle aree immediatamente circostanti sono di assoluta tranquillità. Per contro alcuni movimenti di massa sono presenti sul versante destro dell’invaso, in prossimità della parte terminale dello stesso.