E.I.P.L.I. E.I.P.L.I. Ente per lo sviluppo dell’Irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia segreteria@eipli.it

Diga di Monte Cotugno

La Diga di Monte Cotugno, sul fiume Sinni in agro di Senise, è stata costruita tra il maggio 1972 e marzo del 1983; l’esercizio sperimentale è iniziato nel luglio del 1983. La diga è del tipo omogeneo realizzata con ghiaie e sabbie, con il paramento di monte rivestito in conglomerato bituminoso per la tenuta idraulica.

Bacino imbrifero

Il bacino imbrifero sotteso alla sezione di sbarramento è pari a 804,00 kmq; esso comprende una vasta estensione, che va dalla stretta di Masseria Nicodemo (Alto Sinni), ove è ubicato il serbatoio omonimo dell’ENEL, fino alla stretta di M. Cotugno (circa 40 Km. più a valle ). Comprende terreni che differiscono tra loro sia sotto l’aspetto della morfologia, che per costituzione geologica, ed anche sotto l’aspetto agronomico. La morfologia è molto variabile e complesso è il sistema idrografico da essa determinato, con numerosi affluenti, rivi e valloni, spesso incisi, e fortemente ramificato.

La geologia evidenzia la presenza di formazioni pre-plioceniche (calcari selciferi, dolomie, calcari e calcareniti, argilliti, gneiss, argille varicolori), di formazioni pliocenico-calabriane (arenarie, sabbie e limi, argille marnose, conglomerati) e di formazioni pleistoceniche ed oloceniche (alluvioni e terrazzi fluviali, coperture detritiche etc. ).

La copertura vegetale è molto varia con presenza di zone boschive ma anche di vaste zone coltivate.

Descrizione delle sponde dell’invaso

Le sponde dell’invaso hanno acclività in genere modesta e sono costituite da formazioni del pre-Pliocene (argille varicolori Flysch calcareo-marnoso, arenaceo e marnoso) e da formazioni Pliocenico-Calabriane, rappresentati da arenarie, sabbie e limi, da argille marnose e conglomerati, ricoperti a fondo valle da spessi depositi fluviali recenti ed attuali.

Le sponde sovrastanti il perimetro dell’invaso sono in parte rimboschite ed in parte coltivate; la loro morfologia non comporta in generale pericoli di improvvisi scivolamenti di masse consistenti e conseguenti sensibili sopralzi del livello d’invaso; situazioni di instabilità locale apparentemente superficiale sono presenti specie in sponda sinistra.

Rilevazioni periodiche (valori in mc)

  • Anno 2011: Afflussi: 201.862.001 – Deflussi: 285.093.996 – Utilizzo: Potabile (119.157.352), Irriguo (157.004.763), Industriale (8.946.270)
  • Anno 2012: Afflussi: 268.687.516 – Deflussi: 293.443.950 – Utilizzo: Potabile (132.791.873), Irriguo (152.409.541), Industriale (8.527.031)
  • Anno 2013: Afflussi: 392.705.497 – Deflussi: 285.064.880 – Utilizzo: Potabile (113.998.404), Irriguo (154.390.194), Industriale (7.261.551)
  • Anno 2014: Afflussi: 220.642.222 – Deflussi: 272.006.552 – Utilizzo: Potabile (114.026.872), Irriguo (149.461.679), Industriale (6.690.706)
  • Anno 2015: Afflussi: 289.173.452 – Deflussi: 271.446.172 – Utilizzo: Potabile (116.162.263), Irriguo (147.647.546), Industriale (6.114.056)

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